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Marmitta Bianca Pinasco

Pubblicato il 04.12.2025
Torna l’icona del tuning Vespa anni ’70-’80

La marmitta bianca Pinasco è uno dei simboli più riconoscibili del tuning Vespa degli anni ’70 e ’80. Nata dall’intuizione di Andrea Pinasco, fu rivoluzionaria sia per estetica sia per tecnologia: un siluro smaltato bianco, diverso da tutto ciò che si vedeva allora sulle Vespa Smallframe.

La scelta della smaltatura ceramica nasce dall’idea di applicare alle marmitte un trattamento simile a quello usato per vasche da bagno e oggetti smaltati, garantendo resistenza al calore e alla corrosione molto superiore alle vernici alte temperature dell’epoca

Destinata a Vespa 50, 90, 100, 125 Primavera ed ET3, la marmitta Pinasco bianca divenne subito un oggetto di culto. Il caratteristico look lucido sotto la pedana era impossibile da ignorare: un vero simbolo del vespismo racing vintage.

 

 

Caratteristiche tecniche originali

La prima versione del 1977 aveva collettore tubolare semplice. Dal 1979 arrivò il famoso collettore con risuonatore, una precamera che migliorava l’onda di scarico e donava al motore un sound più pieno e brillante.

Il corpo della marmitta era composto da più camere e da un silenziatore meccanico studiato per ridurre il rumore senza penalizzare l’erogazione. Il vero tratto distintivo, però, era la finitura: una smaltatura bianca ceramica resistente fino a circa 800°C, molto più duratura delle vernici tradizionali.

Le prestazioni non erano estremizzate: una marmitta turistica-sportiva, più brillante dell’originale Vespa e perfetta per motori 75, 102, 130 cc. Non era la più veloce, ma era decisamente la più bella da vedere.

 

Il ritorno della marmitta bianca Pinasco

Negli ultimi anni gli esemplari d’epoca sono diventati rari e ricercatissimi. Per questo Pinasco ha deciso di rimettere in produzione la sua marmitta iconica, ora denominata Marmitta Bianca "Andrea Pinasco ".

La nuova serie riprende fedelmente forme, proporzioni e dettagli del modello anni ’70, compreso il logo in rilievo. La smaltatura viene ancora realizzata con tecniche artigianali, mentre materiali e processi produttivi sono aggiornati agli standard moderni.

Il risultato è un prodotto che sembra arrivare direttamente dal 1977, ma con l’affidabilità del 2025.

 

Dettagli tecnici della nuova marmitta  Pinasco Bianca

La nuova marmitta mantiene la classica struttura a siluro per Vespa Smallframe, con:

  • Corpo in acciaio smaltato bianco resistente al calore
  • Collettore con risuonatore per un’erogazione più piena
  • Terminale meccanico a camere
  • Logo "Andrea Pinasco – Reparto Corse" impresso a fuoco
  • Montaggio plug-and-play su Vespa 50, Special, Primavera, ET3

La resa è lineare ed elastica: bassi corposi, medi brillanti e un allungo simile alla marmitta ET3 originale, con un tocco di carattere in più. Perfetta per motori originali o per elaborazioni turistiche.

 

Perché è perfetta per restauratori e appassionati Vespa vintage

Per chi restaura Vespe anni ’70-’80, la marmitta bianca Pinasco è un accessorio imprescindibile: autentica, storica, coerente con l’epoca. Aggiunge stile senza snaturare il mezzo e valorizza qualsiasi restauro period correct.

Grazie alla smaltatura ceramica moderna, è anche molto più resistente rispetto agli esemplari storici: niente ruggine, niente scrostature, niente decadimento estetico.

Per i collezionisti è un pezzo simbolo. Per i giovani appassionati è un’occasione unica per vivere un pezzo vero di tuning vintage.

 

Confronto con altre marmitte vintage

  • PoliniBanana Nera: più performante agli alti, ma esteticamente anonima e soggetta a ruggine.
  • Sito Siluro (Replica ET3): perfetta per restauri originali, ma senza personalità.
  • Proma e LeoVince d’epoca: prestazioni superiori ma rumorosità e stile meno adatti al turismo vintage.
  • Repliche moderne: nessuna ripropone la smaltatura bianca Pinasco.

 

Conclusione

La Marmitta Bianca Pinasco non è uno scarico: è cultura Vespa. Il suo ritorno consente di rivivere un pezzo autentico degli anni ’70-’80 con l’affidabilità dei materiali moderni. Montarla su una Vespa Special o Primavera significa riportare su strada un frammento di storia.

 

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